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“Uno Sguardo ai Diritti Civili” di Miguel Coraggio – Responsabile Sportello Legale Arcigay “Marcella Di Folco”.

Rubrica pubblicata settimanalmente sul quotidiano “Cronache del Salernitano”.

Rubrica del 19-11-2013 –  L’affidamento ad una coppia gay

La L. 149/2001, in materia di adozione ed affidamento, prevede che il minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, venga affidato ad una famiglia, preferibilmente con figli minori, o ad una persona singola, in grado di assicurargli il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive di cui ha bisogno. Qualora ciò non sia possibile, è consentito l’inserimento del minore in una comunità di tipo familiare o, in mancanza, in un istituto di assistenza pubblico o privato.

Nel pieno rispetto di quanto prescritto, il Tribunale per i Minorenni di Bologna, presieduto dal giudice Giuseppe Spadaro, ha recentemente concesso in affidamento temporaneo, una bambina di 3 anni, proveniente da un difficile contesto familiare, ad una coppia di quarantenni omosessuali che la conosce fin dalla nascita. Nella sentenza si legge: “Si deve ritenere che la circostanza per cui i due componenti della coppia affidataria abbiano lo stesso sesso non possa considerarsi ostativa all’ affidamento della minore”. Ad esprimere parere positivo sono stati anche i servizi sociali che hanno sottoposto i due uomini a nove colloqui, rilevando che si tratta di una coppia “stabile ed affidabile che possiede tutte le condizioni di serenità e benessere richieste dalla legge”. La sentenza, per dovere di cronaca, è stata impugnata per una serie di presunte irregolarità del tutto indipendenti (o quantomeno dichiaratamente tali) dall’orientamento sessuale degli affidatari.

L’importanza e la novità della decisione, oltre che nell’indiscusso impatto politico e sociale, è nell’aver in tutto parificato la coppia omosessuale ad un contesto familiare sotto il profilo accuditivo e di tutela del minore. Si colloca coerentemente con la precedente sentenza della Corte di Cassazione 601/2013 che precisava che non ci sono ragioni scientifiche o dati di esperienza per cui una coppia omosessuale non sia adatta a garantire una normale crescita ad un figlio. La conferma è che attualmente sono circa 100.000 i bambini in Italia che vivono in contesti omogenitoriali perché affidati ad un genitore single omosessuale, che in seguito ha intrapreso una relazione o che, al momento dell’affidamento, ha taciuto l’esistenza della relazione. La decisione del giudice emiliano rappresenta, di fatto, un’ apertura alla considerazione giuridica delle famiglie omogenitoriali e ci si augura che ne derivi la tanto dovuta considerazione legislativa.

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