Home > Rubrica Avvocato > Affidamento dei minori

“Uno Sguardo ai Diritti Civili” di Miguel Coraggio – Responsabile Sportello Legale Arcigay “Marcella Di Folco”.

Rubrica pubblicata settimanalmente sul quotidiano “Cronache del Salernitano”.

Rubrica del 29-11-2013 – Affidamento dei minori

La riforma del diritto di famiglia attuata con la legge n. 219/2012 ha garantito la totale parità di trattamento per i figli legittimi ed i figli naturali. Tale assoluta uguaglianza sarebbe da intendersi all’interno di qualsiasi modello familiare dell’attuale società, ivi comprese le famiglie omogenitoriali.

Già nel 1999 la Corte di Strasburgo, nel caso Salgueiro da Silva Mouta c. Portogallo, aveva ritenuto violato l’art. 8, in combinato disposto con l’art. 14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’ Uomo, in quanto la Corte di Appello di Lisbona aveva negato l’affidamento della figlia minorenne al genitore a causa della sua omosessualità e della sua convivenza con un altro uomo, definendola “una situazione anomala”. In Italia, con la decisione n. 16593/2008, la Cassazione ha ritenuto del tutto irrilevante e giuridicamente neutra sia la condizione omosessuale del genitore di riferimento, sia le relazioni omosessuali che quest’ultimo possa aver intrapreso. Nel 2013, con la decisione n. 601, la Suprema Corte ha altresi ribadito che non esistono certezze scientifiche o dati di esperienza, bensì che il semplice pregiudizio che la dannosità per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale.

Conformandosi a tale orientamento giurisprudenziale, sia nazionale che europeo, il Tribunale di Genova, con un’ordinanza del 30 ottobre 2013 ha confermato che:” l’omosessualità del genitore e la sua convivenza con persona dello stesso sesso non costituiscono motivo di modifica delle modalità di affidamento della prole da condiviso ad esclusivo”. Il Tribunale era stato chiamato a verificare l’opportunità di disporre la modifica delle condizioni dell’ affidamento congiunti della minore, stabilito in sede di separazione, preferendo quello esclusivo alla madre, a causa della omosessualità del padre. Il Collegio, valutando esclusivamente gli interessi della bambina, e non rilevando alcun pregiudizio, ha ritenuto di rigettare la richiesta, invitando, piuttosto, più opportuno mitigare la conflittualità tra essi esistente.

Seguici e condividi:

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

Ti è piaciuto questo sito? Dillo a tutti :)