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ANGRI, MANIFESTAZIONE OMOFOBA SOSTENUTA DAL VICESINDACO. ARCIGAY SALERNO INSORGE: CHIDEREMO SPIEGAZIONI. TERAPIE RIPARATIVE UN ABUSO. MESSAGGI VIOLENTI E DISCRIMINATORI

“Chiederemo conto al Sindaco di Angri di quanto sta accadendo nella sua città. Una città in cui il vicesindaco promuove una manifestazione di evidente stampo omofobico, scorretta e lesiva della dignità delle persone, prima ancora che dei diritti e delle uguaglianze delle persone gay, lesbiche e trans – così a caldo Francesco Napoli, Presidente Arcigay Salerno all’annuncio della manifestazione che si terrà il prossimo 29 maggio ad Angri dal titolo Perché non mi definisco gay voluta da diverse realtà ecclesiali della città dell’agronocerino.“Una manifestazione che intende veicolare messaggi e contenuti che da decenni oramai la comunità internazionale e l’Ordine degli Psicologi ha bollato come scorretti, ingannevoli e lesivi delle più elementari regole di rispetto per l’altro – ha proseguito Napoli.
Ospite dell’evento sarebbe Daniel Mattson, autore di un testo che richiama con evidenza le teorie riparative che le frange più estreme del cattolicesimo continuano a divulgare insieme all’idea dell’omosessualità come peccato, dei comportamenti omosessuali come un fatto da sublimare nella castità.
“Le pratiche e le teorie riparative sono un vero e proprio abuso, un lavaggio del cervello per così dire, una violenza perpetrata ai danni delle ragazze e dei ragazzi gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. E non solo – ha spiegato Francesco Napoli – sono il modo attraverso cui si fomenta la discriminazione e si distruggono famiglie usando spregevolmente presunti precetti e dettami religiosi. Un qualcosa di orribile che genera dolore immenso e che va fermato. Ci mobiliteremo, come è ovvio, contro tutto questo e soprattutto contro il fatto che esponenti di una amministrazione comunale, una istituzione laica, si siano resi protagonisti e si vantino di una manifestazione del genere – ha detto ancora il Presidente di Arcigay Salerno. Ma la più bella risposta a tutto questo odio, a chi vuole dividere e seminare discriminazione, saranno i colori dell’uguaglianze, degli affetti e della dignità che sfileranno nelle prossime settimane nelle città campane in occasione dei Pride che si terranno dal 26 maggio prossimo a Salerno e fino al Pride Regionale di Pomepei il 30 giugno e quello di Napoli del 14 luglio. Ci saranno eventi ad Avellino il prossimo 17 maggio ed a Caserta il 16 giugno. Finchè nelle nostre città, nei nostri quartieri e nelle nostre strade ci sarà chi semina odio, la nostra risposta sarà sempre più forte, non violenta e colorata – ha concluso Francesco Napoli.
Dichiarazioni anche da Agedo Napoli che con Carmela Smaldone, presidente dell’associazione e cittadina di Angri, ha commentato la manifestazione. “Sono addolorata come cittadina e come madre, non solo come madre Agedo. Far crescere i nostri figli, tutti i figli, in un territorio ostile, non tutelante, in cui si associa l’omosessualità alla malattia e al dolore significa commettere un gravissimo errore. Questa è la settimana di lotta contro l’omofobia e di omofobia si muore. Insegniamo ai ragazzi il rispetto verso loro stessi, la bellezza delle differenze e il diritto all’amore. Una figura istituzionale, un vicesindaco, dovrebbe promuovere il rispetto reciproco, essere in dialogo. Aspettiamo una risposta.”
Intanto a Salerno anche grazie al supporto dell’amministrazione comunale, fervono i preparativi per il programma del SalernoPride2018 che è stato pubblicato nei giorni scorsi. Una tre giorni di dibattiti, eventi, musica e spettacoli che si concluderà con il corteo del 26 maggio alle ore 19,00 sul lungomare cittadino.
L’Ufficio stampa

“Ci chiediamo come cristiani a quale visione di Dio corrisponda una iniziativa del genere.” aggiunge Antonio De Chiara, presidente dell’associazione Ponti Sospesi, di persone cristiane omosessuali di Napoli e dintorni.” Noi cristiani omosessuali troviamo nel Vangelo il Dio Padre che Cristo ci ha fatto conoscere, che ci ama per come siamo, che ci chiede di amarci gli uni gli altri come Lui ci ha amato. Imporre la castità come rimedio ad un orientamento sessuale, omosessuale o eterosessuale che sia, significa non riconoscere alla sessualità  un fine unitivo e non solo procreativo e ancora peggio non credere che sia lo Spirito Santo ad agire in noi nell’indicarci la strada personale verso Dio Padre. Significa, infine, considerare l’omosessualità ancora un peccato in sè, e non una possibilità di crescita nelle relazioni affettive pari all’eterosessualità. Rispondiamo a questa iniziativa riportando la preghiera dell’Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice che, in occasione della XV Giornata internazionale per il superamento dell’omofobia, ha invitato ad introdurre, a discrezione dei parroci, tra le altre preghiere dei fedeli durante la Santa Messa di Domenica scorsa 13 maggio, Solennità dell’Ascensione: <<Gesù di Nazareth, testimone delle viscere di misericordia di Dio per gli uomini, il Crocifisso risorto che libera dal peccato e dalla morte, ha fatto dell’accoglienza e del riconoscimento dell’altro il paradigma e il segno dell’irruzione del regno di Dio nel mondo. Mentre “deploriamo con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente”, preghiamo perché i cristiani, attingendo con ascolto discepolare alla grazia dell’Evangelo, testimonino e annuncino, con audacia profetica, l’incondizionato rispetto dovuto ad ogni persona e denuncino ogni forma di discriminazione ed emarginazione”>>.Noi ci uniamo a questa preghiera e la rivolgiamo agli organizzatori di questo evento. E invitiamo tutti ad unirsi a noi nella veglia in memoria delle vittime dell’omofobia e della transfobia che terremo a Napoli domenica 20 maggio.”

 

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