Home > Rubrica Avvocato > E se il coniuge cambia sesso?

“Uno Sguardo ai Diritti Civili” di Miguel Coraggio – Responsabile Sportello Legale Arcigay “Marcella Di Folco”.

Rubrica pubblicata settimanalmente sul quotidiano “Cronache del Salernitano”.

Rubrica del 10-10-2013 – E se il coniuge cambia sesso?

“Quello che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” (Mt 19, 3-6). Eppure, una coppia emiliana, regolarmente sposata con rito cattolico, ha scoperto che l’ufficio di stato civile del proprio Comune aveva annotato l’avvenuto scioglimento del matrimonio in seguito alla rettificazione anagrafica del sesso del coniuge che aveva, nel contempo, intrapreso il percorso di transizione. Tuttavia, i coniugi non avevano mai attivato le procedure per il divorzio, intendendo restare uniti nel proprio vincolo al punto da adire le competenti Autorità giudiziarie al fine di tutelare la propria unione.

La Cassazione con ordinanza n. 14329/2013 dello scorso giugno ha ritenuto che la legge n. 164 del 1982, che disciplina il cambiamento di sesso ed i relativi effetti, sia sospetta di legittimità costituzionale nella parte in cui prevede lo scioglimento automatico del matrimonio in caso di transessualismo, successivo al matrimonio, di uno dei due coniugi. La Suprema Corte ha rilevato che il mantenimento del vincolo coniugale dopo la rettificazione del sesso non incide in alcun modo sul contenuto tradizionale delmatrimonio. Il dettato normativo, effettivamente, impone la cessazione del vincolo ma tale previsione è lesiva dei principi costituzionali in quanto le scelte appartenenti alla sfera emotiva ed affettiva costituiscono il fondamento dell’autodeterminazione e si esplicano “ al di fuori di qualsiasi ingerenza statuale”.

Queste la parole della Corte secondo cui il divorzio “imposto” contro la volontà dei coniugi sia: “una compressione del tutto sproporzionata dei diritti della persona legati alla sfera relazionale intersoggettiva, mediante un’ingerenza statuale diretta” non semplicemente limitata al soggetto destinatario della pronuncia ma estesa anche al coniuge e comporta, quindi, un’ “eliminazione chirurgica” di una relazione stabile e continuativa che ha dato vita ad un nucleo familiare, costituzionalmente protetto dall’ art. 29 Cost.”. Già l’Austria e la Germania, che come l’Italia non prevedono ancora l’istituto del matrimonio tra persone dello stesso sesso, si sono espresse a favore del mantenimento del vincolo nel rispetto della Convenzione europea dei diritti umani. Sulla scorta di tali premesse, la questione è attualmente in attesa di essere interpretata dalla Corte Costituzionale.

Seguici e condividi:

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

Ti è piaciuto questo sito? Dillo a tutti :)