Home > Rubrica Avvocato > La giurisprudenza colma le lacune del legislatore

“Uno Sguardo ai Diritti Civili” di Miguel Coraggio – Responsabile Sportello Legale Arcigay “Marcella Di Folco”.

Rubrica pubblicata settimanalmente sul quotidiano “Cronache del Salernitano”.

Rubrica del 02-10-2013 – La giurisprudenza colma le lacune del legislatore

Iudex iusta alligata et probata iudicare debet” (il giudice deve giudicare secondo quanto allegato e provato) è un principio cardine del nostro ordinamento giuridico che impone al giudice di decidere attenendosi soltanto a quello che gli viene provato. Nel rispetto di tale dettato, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 601 del 2013, ha stabilito: “il genitore che intende ottenere la riforma del provvedimento con il quale sia stato disposto l’affidamento esclusivo del figlio minore non può limitarsi ad addurre il mero pregiudizio che il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale sia dannoso per l’equilibrio del bambino, dovendo egli offrire dimostrazione della specifica dannosità di quel contesto familiare per la prole”.

La Corte, chiamata a decidere in merito ad un provvedimento di affidamento esclusivo del minore alla madre che conviveva con un’altra donna, ha così rigettato il ricorso del padre che vi si era opposto ma che non aveva offerto alcuna specificazione delle conseguenze pregiudizievoli, sul piano educativo e della crescita del bambino, derivanti dall’ambiente familiare in cui viveva. La motivazione del rigetto del ricorso è stata l’assoluta mancanza di certezze scientifiche o dati di esperienza che dimostrassero la dannosità della omosessualità del genitore per lo sviluppo del bambino. Già nel 2006 il Tribunale di Napoli aveva affermato che “ai fini dell’affidamento dei minori, prima ancora della valutazione dell’idoneità genitoriale, è di per sé irrilevante e giuridicamente neutra sia la condizione omosessuale del genitore di riferimento, sia la circostanza che questi abbia intrapreso relazioni omosessuali”.

Nel 2005 erano circa 100.000 i bambini in Italia che vivono in un contesto omogenitoriale, stando ai risultati di un’indagine dall’Istituto Superiore di Sanità. L’American Psychological Association, la American Psychiatric Association hanno dimostrato che non esistono differenze tra gli effetti della omogenitorialità e della genitorialità eterosessuale. I genitori dello stesso sesso, quindi, hanno la stessa probabilità di quelli eterosessuali di fornire ai propri figli un ambiente di crescita sano e favorevole. La giurisprudenza, ancora una volta, provvede a colmare le lacune del legislatore. E d’altronde, che la famiglia “tradizionale” italiana non sia soltanto quella basata sul matrimonio e che mangia pasta Barilla, ne abbiamo le prove.

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