Home > Rubrica Avvocato > Non può esistere società umana senza diritto

“Uno Sguardo ai Diritti Civili” di Miguel Coraggio – Responsabile Sportello Legale Arcigay “Marcella Di Folco”.

Rubrica pubblicata settimanalmente sul quotidiano “Cronache del Salernitano”.

Rubrica del 12-12-2013 – Non può esistere società umana senza diritto

Il risarcimento del danno derivante da lesioni personali spetta, oltre che alla vittima stessa, anche ai prossimi congiunti, avuto riguardo al rapporto affettivo che li lega. Il fondamento della pretesa è insita nello stesso fatto illecito ed è pienamente garantito dagli artt. 1223 c.c. e 185 c.p. (Cass. 9556/2002; Cass. Civ. 24745/2007).

La società attuale è composta da modelli di unioni, famiglia, rapporti che purtroppo non sempre godono di una adeguata disciplina. “Non può esistere società umana senza diritto”, sosteneva il filosofo Popper. Eppure esiste. E i giudici, in mancanza di una normativa conferente, sovente vi si adeguano. Cosa accadrebbe in tutti quei casi in cui la vittima di un reato è una persona omosessuale? Potrebbe il suo eventuale partner ricevere un risarcimento che, di diritto, spetta ai prossimi congiunti di sangue e, pertanto, riconosciuti quali “parenti”? Sul fronte della responsabilità derivante da illecito medico, si assiste ad una lenta ma significativa apertura da parte degli istituti assicurativi.

Nel Luglio 2008, una donna milanese, convivente da venti anni con la propria compagna, ha ottenuto il risarcimento del danno derivante dalla sua morte in seguito ad un intervento chirurgico. L’istituto assicurativo, nel corso delle trattative stragiudiziali, ha pienamente riconosciuto che la convivenza “more uxorio” tra le due donne, unite tra di loro da Pacs stipulato in Francia, conferisse un pieno titolo alla compagna di richiedere il risarcimento. Nel 2012, egualmente, un milanese ha ottenuto il risarcimento per il danno subito dal suo compagno, con cui convive da oltre 10 anni, che, in seguito ad una diagnosi errata ed alle conseguenti terapie, ha subito una menomazione biologica del 95%. L’istituto assicurativo ha tuttavia preteso che l’esistenza e la stabilità della relazione venisse provata con allegazioni documentali e testimoniali. Questi episodi dimostrano che talvolta grazie ai giudici, talaltra agli enti chiamati a farlo, si sta assistendo ad un progressivo adeguamento di protezione, per tutte le possibili variazioni delle relazioni affettive, arginando l’inspiegabile silenzio della legge.

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